La terapia sistemico-relazionale

Etimologicamente la parola psicoterapia significa "cura dell'anima".

La Psicoterapia è un intervento per risolvere i problemi psicologici dell'individuo, della coppia, della famiglia.

Vengono utilizzate tecniche verbali e cognitive che mirano alla de-costruzione e alla identificazione delle componenti del problema per arrivare alla soluzione.

La terapia della psiche è realizzata con strumenti psicologici quali le parole, l'ascolto, il pensiero, la relazione nella finalità del cambiamento consapevole dei processi psicologici dai quali dipende il malessere o lo stile di vita inadeguato della persona.

PERCHE' SISTEMICA?

L'ottica sistemica ha per suo specifico interesse lo studio dell'individuo inserito nella rete delle sue relazioni più significative.

Nel campo della psicoterapia si è evoluta a partire dagli anni '50 attraverso un continuum che, dai primi studi sulla Pragmatica della Comunicazione Umana, ha portato alle più recenti acquisizioni relative al Costruttivismo e al Costruzionismo Sociale.

In questo sviluppo hanno assunto importanza centrale le riflessioni nate attorno il pensiero di G. Bateson ed al suo concetto di "mente" quale strumento adatto a "dare senso" e a costruire "ipotesi".

Concetto cardine del pensiero di G. Bateson è il contesto, cioè il complesso delle circostanze entro cui un determinato fatto emerge e si sviluppa: "Senza l'identificazione del contesto non si può capire nulla, l'azione osservata è del tutto priva di senso finché non viene classificata come - gioco, minaccia o quant'altro. Il contesto è la matrice dei significati (Bateson, 1975). Con questa definizione, non identifica cosa sia il contesto, ma dice che nessun fatto può essere spiegato senza considerare l'intreccio delle circostanze entro cui tale fatto emerge e si sviluppa.

Il Centro Milanese di Terapia della Famiglia ha avuto una fondamentale funzione in tale evoluzione di pensiero e le ricerche nate al suo interno, e all'interno della Scuola di Psicoterapia che da esso si è sviluppata, hanno portato ad una profonda trasformazione della Teoria e della Clinica Sistemica.

La sistematizzazione di uno specifico metodo di seduta e di conduzione del processo terapeutico è conosciuta e studiata in tutto il mondo come "Milan Approach": da queste premesse sono nati importanti sviluppi relativi alla Terapia Familiare e alla Terapia Individuale in ottica Sistemica.

IL cambiamento di modello dalla Psicoanalisi al Modello Sistemico a portato a non pensare più "ai sintomi" come a dei fenomeni di conflitti inconsci nell'individuo, ma come effetto di dilemmi relazionali all'interno della famiglia.

Coerentemente ad una visione sistemico-cibernetica, basata sul concetto di causalità circolare e sul principio di retroazione, il "sintomo" viene considerato come un comportamento-risposta a tentativi di soluzione da parte degli altri membri della famiglia

Il malessere presentato dalla persona, viene letto non tanto come problema dell'individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza.

All'interno di un sistema gli eventi si influenzano vicendevolmente rendendo impossibile stabilire ciò che è causa e ciò che è effetto: l'effetto retroagisce sulla causa modificandola. Questa visione circolare mette in evidenza l'interdipendenza delle scelte che gli individui compiono, le reciproche influenze che soggiacciono ai loro comportamenti permettendo di uscire da logiche di colpa e di pena.

PERCHE' RELAZIONALE?

Il nostro mondo sociale pone ognuno di noi al centro di una complessa rete di relazioni che ci influenzano e sono da noi influenzate. Col tempo le relazioni più importanti della nostra vita ci insegnano cosa possiamo e non possiamo fare, ci indicano le strade che possiamo o non possiamo percorrere.

La famiglia rappresenta uno dei più importanti sistemi di cui facciamo parte: è il primo che conosciamo e con cui interagiamo ed è quello che portiamo dentro di noi per tutta la vita: le relazioni con i membri della nostra famiglia sono specifiche, uniche e necessarie per lo sviluppo di ogni individuo.

La famiglia, intesa come il sistema vivente di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperenziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.

I conflitti che tendono a disgregare il sistema famiglia creano una tensione emotiva che di solito viene vissuta in termini drammatici dal soggetto portatore del sintomo. Egli si fa carico, attraverso la manifestazione dei sintomi, di distogliere i membri della famiglia dall'affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l'attenzione su di sé.

Il sintomo ha quindi una doppia valenza: segnala alla famiglia l'esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende innocuo il suo potere distruttivo, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni degli altri membri.

Nell'approccio relazionale l'identità individuale viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita.

Le relazioni sono più importanti degli individui, influenzano costantemente la nostra vita fino al punto che "senza di esse la nostra vita non potrebbe esistere".

Riprendendo il concetto di contesto come matrice di significati di G.Bateson e applicandolo all'analisi di fenomeni psico-patologici e del setting psicoterapeutico ha introdotto una rivoluzione nel modo di considerare categorie cliniche quali il sintomo, la diagnosi, il trattamento, ridefinendole in termini relazionali.

Una eventuale problematica, il sintomo, cessa di essere trattato come un'espressione di disfunzioni individuali e viene invece assunto come informazione riguardante l'intera rete dei rapporti in cui la persona è inserita; il sintomo dobbiamo riempirlo di significato poiché sta per qualcosa d'altro, è in relazione a qualcosa d'altro.

La diagnosi non è l'attribuzione di categorie patologiche ad un singolo individuo, ma fa riferimento a modalità di funzionamento di un gruppo.

Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza.

L'intervento terapeutico non si fonda sull'analisi dei processi intrapsichici, ma sull'osservazione dei modelli interattivi dell'intero gruppo familiare e si propone di modificare il contesto entro il quale il disagio è emerso e mantenuto, e non soltanto le dinamiche individuali della persona portatrice di tale disagio.

Obiettivo della Psicoterapia diventa quello di dare un senso al sintomo e di trovare comportamenti e fatti relazionali che giustifichino la comparsa del sintomo.

Il lavoro terapeutico non è quindi prettamente rivolto solo al trattamento del sintomo presentato, ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.

La psicoterapia sistemico-relazionale privilegia l'analisi dei problemi collegati alle esperienze vissute, alle caratteristiche della rete relazionale significativa dei soggetti interessati, alle regole di relazione della stessa ed alla posizione/funzione occupata dai soggetti nella rete medesima.

Secondo l'approccio sistemico-relazionale i sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione.

Viene favorita l'applicazione del modello sistemico relazionale con:

  • la famiglia
  • i sottoinsiemi familiari come la coppia, la fratria
  • i sistemi significativi della rete sociale di appartenenza
  • i gruppi non parentali
  • l'individuo
  • il bambino e l'adolescente

L'approccio sistemico-relazionale può rivelarsi utile perle persone che ritengono di avere delle difficoltà in specifici rapporti: di coppia, genitoriale, lavorativo, etc.

Tutto il percorso terapeutico, costituito da sedute di lavoro, avviene in un processo di collaborazione tra il terapeuta e chi chiede l'intervento operando su 4 livelli principali di osservazione:

  • la storia trigenerazionale della famiglia (nonni-genitori-figli)
  • l'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia
  • la funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia
  • la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo

Va precisato che un lavoro terapeutico sistemico-relazionale può essere svolto anche alla presenza di un unico paziente poiché l'individuo è pur sempre un sistema dotato di caratteristiche strutturali ed organizzative.