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Sono una psicologa-psicoterapeuta sistemico-relazionale e mi occupo di consulenze e psicoterapia individuale, di coppia, genitoriale, di famiglia e di gruppo per bambini, adolescenti, adulti e anziani.


La psicologia e lo psicologo: facciamo chiarezza


LA PSICOLGIA: CHE COS'E'?

La psicologia è una scienza che studia il comportamento dell'uomo.

Si interessa dei processi mentali, affettivi e relazionali della persona per promuovere il miglioramento della qualità della vita.

La psicologia fonda i suoi risultati sulla ricerca scientifica.

Tra gli oggetti di studio e di approfondimento della psicologia si possono citare la memoria, l'intelligenza, l'apprendimento, la comunicazione, le emozioni,l'affettività, la motivazione, la frustrazione, l'aggressività, il conflitto, la personalità, le relazioni, le forme organizzative ed i gruppi.

Le competenze e gli strumenti offerti dalla psicologia trovano applicazione in tutti i contesti della vita quotidiana nei quali ci si occupa del benessere psicologico dell'individuo, del gruppo e della comunità quali: le fasi del ciclo di vita (infanzia, adolescenza, genitorialità, terza età); prevenzione e benessere (salute, stili di vita,benessere); sviluppo ed educazione (scuola, apprendimento, processi di formazione); lavoro ed organizzazione (selezione,valutazione, analisi organizzativa, interventi sui gruppi); inoltre in numerosi altri ambiti come sport, giustizia, emergenze, traffico, etc.

LO PSICOLOGO: CHI E'?

Lo psicologo è un professionista del benessere della persona.

Per diventare psicologo in Italia è necessario conseguire una laurea universitaria di 5 anni in Psicologia dopo della quale, è necessario, svolgere un anno di tirocinio, sostenere un Esame di Stato ed iscriversi all'Ordine degli Psicologi nella sezione A.

La professione di psicologo è regolamentata a livello nazionale dall'Articolo 1 della Legge 18/2/1989 n.56 " Ordinamento della professione di psicologo" che riporta " La professione di Psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità".

LO PSICOLOGO COSA FA?

Le attività dello Psicologo sono quelle di favorire il cambiamento, potenziare le risorse individuali o collettive, accompagnare le persone, le coppie, le famiglie, le organizzazioni nelle diverse fasi di sviluppo e benessere.

Lo strumento principale con cui opera lo Psicologo è il colloquio. Si avvale anche di strumenti quali i test ed i questionari con caratteristiche di scientificità.


CHI SI RIVOLGE ALLO PSICOLOGO?

Si può rivolgere allo Psicologo chiunque avverta la necessità di una consulenza specialistica: la persona in difficoltà, la coppia, la famiglia che intenda adottare un bambino, il genitore che desidera migliori relazioni con i figli, gli operatori scolastici e sociali per gli aspetti di apprendimento o altro, gli imprenditori o le aziende per affrontare problematiche relazionali e/o organizzative, lo sportivo per la sua preparazione psicologica. Questi sono solo alcuni tra tanti esempi possibili.

LO PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA: CHI E'?

Per esercitare la psicoterapia lo Psicologo, dopo il percorso precedente, deve obbligatoriamente seguire dei corsi di specializzazione almeno quadriennali riconosciuti che prevedano una adeguata formazione in psicoterapia.

LO PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA: COSA FA?

L'attività dello Psicoterapeuta si caratterizza per offrire al paziente o al cliente un percorso di cura per affrontare le diverse forme di sofferenza psicologica, da quelle più lievi a quelle più gravi.

Etimologicamente la parola psicoterapia significa "cura dell'anima".

La Psicoterapia è un intervento per risolvere i problemi psicologici dell'individuo, della coppia, della famiglia.

Vengono utilizzate tecniche verbali e cognitive che mirano alla de-costruzione e alla identificazione delle componenti del problema per arrivare alla soluzione.

La terapia della psiche è realizzata con strumenti psicologici quali le parole, l'ascolto, il pensiero, la relazione nella finalità del cambiamento consapevole dei processi psicologici dai quali dipende il malessere o lo stile di vita inadeguato della persona.

CHI SI RIVOLGE ALLO PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA?

Tutti possono rivolgersi allo Psicologo-Psicoterapeuta:sia persone desiderose di un aiuto per migliorare il proprio modo di stare con gli altri, di lavorare e di vivere in famiglia, sia persone con disturbi e patologie di varia gravità.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA E PSICHIATRA?

Lo Psicologo è un professionista iscritto all'Ordine con le competenze indicate dall'articolo 1 della Legge 56/89

Lo Psicoterapeuta è uno Psicologo o un Medico abilitato a svolgere anche l'attività di Psicoterapia, dopo aver frequentato un' ulteriore scuola di specializzazione.

Lo Psichiatra è un laureato in Medicina e Chirurgia ed è in possesso di una specializzazione in Psichiatria.

CHI E' IL DOTTORE IN SCIENZE PSICOLOGICHE?

Il Dottore in Scienze Psicologiche ha conseguito la laurea triennale di primo livello in Scienze e Tecniche psicologiche, ha effettuato un successivo tirocinio professionale di almeno 6 mesi e ha superato l'esame di Stato che consente l'iscrizione alla sezione B dell'Albo degli Psicologi.

Può operare sotto la supervisione di uno Psicologo iscritto alla sezione A dell'Albo.

Le attività del Dottore in Scienze psicologiche sono individuate dall'art.1-quinques della Legge 11 luglio 2003, n.170, che riporta le competenze in: elaborare dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo, collaborare con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica, utilizza test ed altri strumenti standardizzati.

COSA SIGNIFICA SISTEMICA?

L'ottica sistemica ha per suo specifico interesse lo studio dell'individuo inserito nella rete delle sue relazioni più significative.

Nel campo della psicoterapia si è evoluta a partire dagli anni '50 attraverso un continuum che, dai primi studi sulla Pragmatica della Comunicazione Umana, ha portato alle più recenti acquisizioni relative al Costruttivismo e al Costruzionismo Sociale.

In questo sviluppo hanno assunto importanza centrale le riflessioni nate attorno il pensiero di G. Bateson ed al suo concetto di "mente" quale strumento adatto a "dare senso" e a costruire "ipotesi".

Concetto cardine del pensiero di G. Bateson è il contesto, cioè il complesso delle circostanze entro cui un determinato fatto emerge e si sviluppa: "Senza l'identificazione del contesto non si può capire nulla, l'azione osservata è del tutto priva di senso finché non viene classificata come - gioco, minaccia o quant'altro. Il contesto è la matrice dei significati (Bateson, 1975). Con questa definizione, non identifica cosa sia il contesto, ma dice che nessun fatto può essere spiegato senza considerare l'intreccio delle circostanze entro cui tale fatto emerge e si sviluppa.

Il Centro Milanese di Terapia della Famiglia ha avuto una fondamentale funzione in tale evoluzione di pensiero e le ricerche nate al suo interno, e all'interno della Scuola di Psicoterapia che da esso si è sviluppata, hanno portato ad una profonda trasformazione della Teoria e della Clinica Sistemica.

La sistematizzazione di uno specifico metodo di seduta e di conduzione del processo terapeutico è conosciuta e studiata in tutto il mondo come "Milan Approach": da queste premesse sono nati importanti sviluppi relativi alla Terapia Familiare e alla Terapia Individuale in ottica Sistemica.

IL cambiamento di modello dalla Psicoanalisi al Modello Sistemico a portato a non pensare più "ai sintomi" come a dei fenomeni di conflitti inconsci nell'individuo, ma come effetto di dilemmi relazionali all'interno della famiglia.

Coerentemente ad una visione sistemico-cibernetica, basata sul concetto di causalità circolare e sul principio di retroazione, il "sintomo" viene considerato come un comportamento-risposta a tentativi di soluzione da parte degli altri membri della famiglia

Il malessere presentato dalla persona, viene letto non tanto come problema dell'individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza.

All'interno di un sistema gli eventi si influenzano vicendevolmente rendendo impossibile stabilire ciò che è causa e ciò che è effetto: l'effetto retroagisce sulla causa modificandola. Questa visione circolare mette in evidenza l'interdipendenza delle scelte che gli individui compiono, le reciproche influenze che soggiacciono ai loro comportamenti permettendo di uscire da logiche di colpa e di pena.


COSA SIGNIFICA RELAZIONALE?

Il nostro mondo sociale pone ognuno di noi al centro di una complessa rete di relazioni che ci influenzano e sono da noi influenzate. Col tempo le relazioni più importanti della nostra vita ci insegnano cosa possiamo e non possiamo fare, ci indicano le strade che possiamo o non possiamo percorrere.

La famiglia rappresenta uno dei più importanti sistemi di cui facciamo parte: è il primo che conosciamo e con cui interagiamo ed è quello che portiamo dentro di noi per tutta la vita: le relazioni con i membri della nostra famiglia sono specifiche, uniche e necessarie per lo sviluppo di ogni individuo.

La famiglia, intesa come il sistema vivente di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperenziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.

I conflitti che tendono a disgregare il sistema famiglia creano una tensione emotiva che di solito viene vissuta in termini drammatici dal soggetto portatore del sintomo. Egli si fa carico, attraverso la manifestazione dei sintomi, di distogliere i membri della famiglia dall'affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l'attenzione su di sé.

Il sintomo ha quindi una doppia valenza: segnala alla famiglia l'esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende innocuo il suo potere distruttivo, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni degli altri membri.

Nell'approccio relazionale l'identità individuale viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita.

Le relazioni sono più importanti degli individui, influenzano costantemente la nostra vita fino al punto che "senza di esse la nostra vita non potrebbe esistere".

Riprendendo il concetto di contesto come matrice di significati di G.Bateson e applicandolo all'analisi di fenomeni psico-patologici e del setting psicoterapeutico ha introdotto una rivoluzione nel modo di considerare categorie cliniche quali il sintomo, la diagnosi, il trattamento, ridefinendole in termini relazionali.

Una eventuale problematica, il sintomo, cessa di essere trattato come un'espressione di disfunzioni individuali e viene invece assunto come informazione riguardante l'intera rete dei rapporti in cui la persona è inserita; il sintomo dobbiamo riempirlo di significato poiché sta per qualcosa d'altro, è in relazione a qualcosa d'altro.

La diagnosi non è l'attribuzione di categorie patologiche ad un singolo individuo, ma fa riferimento a modalità di funzionamento di un gruppo.


COS'E' LA PSICOTERAPIA SISTEMICO - RELAZIONALE?

Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza.

L'intervento terapeutico non si fonda sull'analisi dei processi intrapsichici, ma sull'osservazione dei modelli interattivi dell'intero gruppo familiare e si propone di modificare il contesto entro il quale il disagio è emerso e mantenuto, e non soltanto le dinamiche individuali della persona portatrice di tale disagio.

Obiettivo della Psicoterapia diventa quello di dare un senso al sintomo e di trovare comportamenti e fatti relazionali che giustifichino la comparsa del sintomo.

Il lavoro terapeutico non è quindi prettamente rivolto solo al trattamento del sintomo presentato, ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.

La psicoterapia sistemico-relazionale privilegia l'analisi dei problemi collegati alle esperienze vissute, alle caratteristiche della rete relazionale significativa dei soggetti interessati, alle regole di relazione della stessa ed alla posizione/funzione occupata dai soggetti nella rete medesima.

Secondo l'approccio sistemico-relazionale i sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione.

CHI PUO' BENEFICIARE DI QUESTA TERAPIA?

Viene favorita l'applicazione del modello sistemico relazionale con:

  • la famiglia
  • i sottoinsiemi familiari come la coppia, la fratria
  • i sistemi significativi della rete sociale di appartenenza
  • i gruppi non parentali
  • l'individuo
  • il bambino e l'adolescente

L'approccio sistemico-relazionale può rivelarsi utile perle persone che ritengono di avere delle difficoltà in specifici rapporti: di coppia, genitoriale, lavorativo, etc.

Tutto il percorso terapeutico, costituito da sedute di lavoro, avviene in un processo di collaborazione tra il terapeuta e chi chiede l'intervento operando su 4 livelli principali di osservazione:

  • la storia trigenerazionale della famiglia (nonni-genitori-figli)
  • l'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia
  • la funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia
  • la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo

Va precisato che un lavoro terapeutico sistemico-relazionale può essere svolto anche alla presenza di un unico paziente poiché l'individuo è pur sempre un sistema dotato di caratteristiche strutturali ed organizzative.

Vai dallo psicologo?

Tutti possiamo avere problemi o voglia di migliorare noi stessi.

Non tutte le soluzioni sono uguali.

Lo psicologo ti guida e ti accompagna lungo un percorso personalizzato e sicuro.

Scegli la competenza, la scienza e l'esperienza: partire bene è già un buon segnale!


Una soluzione per tutti.

Lo psicologo interviene per comprendere, prevenire e risolvere i problemi, abilitare e riabilitare,migliorare il benessere, le capacità, i rapporti e raggiungere i risultati in tanti campi e situazioni diverse:

- persone che desiderano un cambiamento

- coppie, genitori e fasmiglie con problemi di relazione

- professionisti che cercano una consulenza o una collaborazione

-aziende che desiderano migliorare la propria organizzazione, la soddisfazione dei lavoratori

- scuole che vogliono svolgere attività efficaci e mirate

- e tanti altri ambiti che puoi trovare su www.buonsegnale.it

Un rapporto efficace.

L'ascolto e il colloquio sono i mezzi principali che utilizza lo psicologo.

Il suo obiettivo è aiutare le persone a trovare in se stesse le soluzioni e le risorse migliori per favorire la salute e il benessere, intervenire in situazioni di disagio indiviuale e sociale, favorire il cambiamento nel rispetto del Codice Deontologico della Professione.

Altri strumenti sono i test, il counseling, le tecnologie neuroscientifiche, la ricerca scientifica, il web, la formazione, la collaborazione con altre figure professionali.

Iniziare un percorso.

Per trovare uno psicologo ci si può rivolgere a liberi professionisti, studi professionali, associazioni, cooperative e aziende, oppure informarsi presso il Servizio Sanitario Pubblico o ad altre strutture quali Comuni, consultori, comunità, farmacie, residenze per anziani.


Cosa succederà al primo incontro?

Lo psicologo accoglierà e ascolterà i motivi che hanno portato a chiedere il suo intervento, darà informazioni sulle modalità e sui costi delle sue attività, per poi valutare liberamente insieme le strade da percorrere.

Stop alle incertezze.

Andare dallo psicologo non è motivo di timore o imbarazzo, ma al contrario significa essere consapevoli dei propri obiettivi ed essere capacidi confrontarsi e di portare in superficie pensieri emozioni e sentimenti.

Rivolgersi a un professionista Psicologo-Psicoterapeuta, con le garanzie legate alla sua appartenenza all'Ordine degli Psicologi, vuol dire guadagnare in salute, benessere, consapevolezza e trovare o ritrovare la capacità di fare le scelte migliori per la propria vita, lo studio, il lavoro.